CHE CI FACEVA IL NEO-CONDANNATO GIANNI ALEMANNO, NEL COMITATO ELETTORALE DEL NEO-CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LEGA VINCENZO D’INCECCO?

I SOLITI POLITICANTI

 Vincenzo D’Incecco è il neo-consigliere regionale della Lega in provincia di Pescara, il più votato della lista. Per sostenerlo in campagna elettorale, si è scomodato addirittura l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno già indagato e or condannato. Più di una foto li ritrae insieme nella sede del comitato elettorale leghista.

Gianni Alemanno è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per corruzione e finanziamento illecito, in uno dei filoni dell’inchiesta Mondo di mezzo. Alemanno viene definito dal Pm Luca Tescarolil’uomo politico di riferimento dell’organizzazione Mafia Capitale all’interno dell’amministrazione comunale, soprattutto, in ragione del suo ruolo apicale di sindaco […]. Gli uomini di fiducia, indagati e alcuni anche condannati in Mafia Capitale, sono stati proiezione della persona di Alemanno, che ha impiegato per la gestione del proprio potere, e si sono interfacciati con gli esponenti apicali di Mafia Capitale, suoi corruttori (Buzzi e Carminati)“.

IL MINISTRO BUSSETTI, DI MAIO, SALVINI E GLI ALTRI…TRANNE UNO.

In queste settimane abbiamo fatto il pieno di ministri e vicepresidenti del consiglio in Abruzzo. Movimento 5 stelle e centrodestra hanno mobilitato tutto il governo per le elezioni regionali. Le istituzioni si piegano per la campagna elettorale in spregio al “divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni” durante le elezioni. Viene da pensare che i ministri pentaleghisti, Di Maio e Salvini compresi, abbiano poco da fare visto il martellante tour in Abruzzo di questi giorni.

Lega e 5 Stelle si comportano come Renzi e il Pd, come Berlusconi e Forza Italia, proseguono con la spregiudicatezza tanto cara all’ex presidente della Regione, fuggito a Roma, Luciano D’Alfonso, sanzionato dall’Ag-com proprio per aver utilizzato mezzi e risorse della Regione Abruzzo per fini propagandistici.

PESCARA LAVORI CORSO VITTORIO EMANUELE. PENDOLARI BEFFATI NESSUN AVVISO ALLE FERMATE SOPPRESSE COME A MARZO 2018

Comunicato stampa 28 gennaio 2019

 DIABOLICA E PERSEVERANTE INETTITUDINE! 

 Questa mattina sono partiti i lavori su Corso Vittorio Emanuele nella corsia nord_sud, strada interrotta e deviazione del percorso dei mezzi pubblici. Puntuale come ad ogni mercatino del week-end e come già accaduto per i lavori a marzo 2018 , nessun avviso è stato esposto alle fermate lato monti di Corso Vittorio Emanuele.

 Sono le 7 del mattino a Pescara e chi deve raggiungere il proprio lavoro in città  o a Chieti, o a Ortona, o a Francavilla, oppure chi deve raggiungere l’ospedale, la scuola o l’università   affolla le fermate lungo Corso Vittorio Emanuele. Purtroppo sono tutti in attesa alla fermata “temporaneamente” soppressa, si aspetta invano, addirittura il display elettronico annuncia il passaggio con tanto di minutaggio di autobus urbani che non passeranno mai.

PRIMA IL LAVORO. È LA COSTITUZIONE!

Lo slogan “Prima gli abruzzesi” del candidato presidente della destra Marsilio testimonia quanto sia priva di senso tale propaganda. Tutti sanno che Marsilio è solo nato in Abruzzo né ci vive né ci lavora. Ugualmente il segretario “abruzzese” della Lega vive e lavora fuori regione. Noi siamo per Costituzione e quindi ognuno è libero di candidarsi dove vuole, ognuno è libero di scegliersi a congresso un coordinatore “fuori regione”.

Prima i molisani, prima i laziali, prima i veneti, prima i lombardi, prima i nati in Abruzzo, prima solo chi vive in Abruzzo, prima solo chi lavora in Abruzzo, prima la mia via, prima il mio condominio…. un terreno assai scivoloso, pericoloso e presto giocato tutto a discapito delle regioni del sud. Il primo risultato  a cui  Lega e Pd puntano é  la maggiore “autonomia” di Veneto, Lombardia e Emilia Romagna che  tratterranno nelle proprie regioni molte più risorse aumentando ulteriormente il divario nord-sud, condannando nuove e vecchie generazioni a proseguire e intensificare l’emigrazione interna.